giovedì 24 novembre 2011

Processo alla scrittura

Ormai  da  due  giorni  costretto  a  stare  a  letto  perchè  un microscopico  esserino  ha deciso di  metter  su  casa  nel  mio  corpo,  faccio  la  spola  tra  computer , televisore  e  letto , ed  avendo troppo  tempo  per pensare  sono  diventato  un logorroico  della  parola  scritta.
Il mio viaggio  nei  paraggi  della  parola  sembra  non  volersi  mai  fermare.
Non accontendandomi   di  sapere come stanno le cose tenterò una  sorta  di  autoanalisi  dando una più o meno esaustiva elencazione  dei  motivi  per  cui  scrivo, è  delle probabili  insidie  della  parola.
Scrivo  per  ogni futile  motivo, lamentantandomi  in continuazione , inutilmente sommerso da bla bla e da congetture o ipotesi.



So  bene che  le  mie  parole sostanzialmente non servono a nulla,  e sono solo opinioni che
cercano di dire qualcosa di originale, di dire cose essenziali, che rispecchiano fedelmente la realtà.  (pura illusione)le parole non possono mai sostituire i fatti, esse sono  solo  un puntodi  vista di  un accaduto , magari  lo  stesso  fatto  descritto  da  un  altro individuo, cambiando  prospettiva  puo risultare  totalmente  diverso.
Ma  allora    perchè  scrivo? bhe  cercando  di  darmi  una  spiegazione    che  abbia  qualcosa  di  logico  sono arrivato  alla conclusione che serve innanzitutto  e  forse   solo a me  stesso del resto, meglio coltivare un hobby che drogarsi.
 Inconsapevolmente la  scrittura diventa  una  terapia  del dolore,una forma di illusione personale, frutto  di  una  vita alienata, priva di vero significato,uno strumento utile per nascondere i vuoti della propria vita.
che  si  scriva  in  un  blog  o su di un cosidetto  socialnetwork ,che  poi  di  sociale credo abbia  ben  poco non  fa differenza  alcuna.
Scrivere  significa  anche manipolare  mistificare, riuscire  a  fare  in modo che i destinatari dell'informazione abbiano  la sensazione di saperne già molto sull'argomento, e che siano convinti che ciò che gli viene descritto sia solo un aiuto per una'ulteriore chiarificazione.
Le parole dunque vanno sempre "pesate" processate,  analizzate, poiché esse  molto facilmente, possono costituire un inganno, una finzione.
Promisi  a  me stesso  alcuni  post  orsono  di  non  parlare  di  politica  almeno  per un  tot periodo, lasciatemi  però  fare  solo  un  esempio
 Chi  meglio di  un  politico  sa  usare  le  parole, possiamo   vederle   in  ogni  momento  della  nostra  giornata, teatrini politici  di ogni schieramento. dove  il  politico  di  turno, per guadagnare consenso  deve abbandonare la spontaneità e la sincerità, per dedicarsi solamente all’adulazione, alla finzione, alla simulazione e alle promesse di cose che già  sa di non poter mantenere.
Un potente mix di strumenti in grado di trasformare la ricchezza  in un vero e proprio “impoverimento di massa”.  essenzialmente si tratta  di manipolazione ,  basta  semplicemente  cambiare  registro, tono di  voce,  vocabolo, sostituire  la  parola  solidità con  la  parola  crisi  che tutto  deve essere  rimesso  in discussione ,d’improvviso  tutto è diventato instabile  e precario, Giù le Borse, giù i mercati, giù le azioni, giù i risparmi, giù le sicurezze vere o presunte.
 Allora  ecco  diventare  la  parola  arma  di  controllo di  ogni  genere  sia  di  massa, sia  mentale,  sia  economico.
 In  fine  per chiudere non so quanta verità possa esserci in questo post,ma  comincio  a  provare  compassione  per  i miei  scritti ,dove  possono essere  racchiuse  una,cento,o  nessuna  verita.

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