mercoledì 25 gennaio 2012

Berlino chiama Italia

Stasera avevo  promesso  ad  un  amica  di inviargli  certi  file  sonori  ma  poi  son  stato  rapito  da  un  ondata  patriottistica nazionalita    quando  ho  letto che  su  di  un  giornale  tedesco  DER SPIEGEL
http://www.spiegel.de/ un certo  signore   Jan Fleischhauer di  professione  giornalista, (pennivendolo)  affermava :  Mano sul cuore: qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano? Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?”. L’attacco del giornale di Amburgo è durissimo nei confronti del nostro paese, ma non riguarda il solo abissamento della Concordia. Secondo Der Spiegel gli Italiani sono persone da evitare. “Francesco Schettino è quel tipo d’uomo lo conosciamo dalle vacanze in spiaggia: in principio innocuo, solo è meglio non farlo avvicinare troppo ai macchinari pesanti”.
Il  pennivendolo tedesco   che  è editorialista     inoltre  afferma che il problema dell’Unione Europa sia proprio la presenza di paesi come il nostro. Fleischhauer ritiene un grosso errore quello di avere messo insieme culture economiche molte diverse come quella italiana, ma anche quella greca, con quella della Germania: “Basta andare in visita a Napoli o nel Peloponneso, non c’è bisogno di avere studiato economia per capire che questa moneta unica non può funzionare.
Se  qualcuno  malauguratamente  per  lui  dovesse  incontrare  quest'  uomo( vedi foto)


 tra  le  viuzze  strette  di amalfi   lo  inviti  a  sedersi  ad  un  tavolo  a  gustarsi  una magnifica  pizza  , poi  a metà  della prelibata  vivanda  gli sussuri  in  un  orecchio   questa  pizza  è  stata  impasta  che  megl' mmuort  e  chi te mmuort a tte,  è  prodi   chill' atu  chitestrammuort  cca  cia  scassate  o  cazz'    ccu  l'  euro
 è adesso  che  hò  sfogato  posso  appendere  il  cappello  perchè essendo  altolocato   non  mi  abbasso  al  suo  livello, Amen
 P.S    messaggio  privato  si  prega di non  leggere
  CARA AMICA  I  FILE  AUDIO  CHE  TI  AVEVO  PROMESSO  LI  INVIERò  QUANTO  PRIMA  

venerdì 13 gennaio 2012

Il cacciatore di penne

 Cari  psicolettori, la tastiera  mi guarda,non ho niente da dire, e lo sto dicendo.
Non ho più niente da scrivere,il chè non significa che non mi stia succedendo niente, solo  che  non  riesco  a
metterlo  nero  su  bianco
 meglio tacere ?nooooooooooo
Forse  si  tratta  solo  di uno  stato  confusionale  transitorio
(voglio veramente quello che penso di volere? è questa la strada migliore per arrivarci? ho eventuali vie di fuga?) Bhaaaaaaaaaaaaaaaaa.
Stasera  devo , voglio,  scrivere  ed  allora  vi  racconterò della  mia  esperienza  di  cacciatore  di  penne.
rubo penne di  ogni  razza  colore  o  foggia, ma  tutte  di  valore  irrisorio, non  faccio distinzioni,di plastica o con la punta metallica, con  il pulsantino o senza,  ne  ho molte con  una scritta su un lato che  pubblicizza   un elettrauto o  una ditta di lavori vari.
Ne ho talmente tante che Dante potrebbe scriverci dieci volte La divina commedia.
 Mi piacciono  ma  le uso poco, di tanto in tanto le provo, vedo se funzionano ancora.  Perchè dopo un po’di tempo, l’inchiostro che hanno dentro, la loro anima, si secca, come d' altronde capita  a molte persone, solo che non se ne  accorgono neanche.
Le infilo in tasca, in  un  attimo, sono  diventato  molto  scaltro
Ogni tanto organizzo battute di caccia per le  scrivanie  dell' azienda che  si  avvale  della mia preziosa  è caritatevole opera
Guardare le facce dei  miei  colleghi quando non trovano piú la loro penna mi  piace.
Mi piace fissare i loro occhi sbalorditi,mentre controllano se sia caduta in terra,  mentre si frugano,e si chiedono dove cavolo l’abbiano messa, oppure  solamente immaginare    due  secondi  dopo  che  ho  richiuso  la  porta  dietro le mie  spalle
 La penna  questo  semplice  strumento   è stato  capace d’imprese grandiose , tipo.. compilare schedine vincenti o assegni scoperti , di azioni mediocri come scrivere liste della spesa e biglietti d’auguri ma  anche  di crimini orribili , con  essa  infatti  sono  state scritte migliaia di condanne a morte e\o  lettere d’amore, ò lettere   di  addio
PICCOLA  DELUCIDAZIONE  DELL'  PENSIERO HIDALGHIANO
Qualcuno  si  chiederà (con  l' accento) perchè  mai  associo    condanne  a morte   e lettere d' amore
Certi amori  possono  essere  molto simili a una tortura ,quei gemiti, quei gridi, quei rantoli ,quei sospiri  che  mai  si  dimenticheranno forse   altro non  sono chè il  preludio  di  tragedie, intese  come  sofferenze 
Inoltre molte  lettere d'  amore  , quelle  più  intense   credo  siano  state  scritte  in punto  di  morte.
 CHIUSA  DELUCIDAZIONE
La penna  è  un  arma  potente  anche  se  ormai  in disuso, cmq  piena  di  fascino con il suo dolce  fluire  lascia  la  vera  anima   su  questa  terra  come  un  foglio  di  carta.
 Niente  a  che  vedere  con  il  freddo  ticchettio    della  moderna  tastiera  elettronica
 spero  che  ora   capirete  perchè rubo  penne