l'intelligenza umana ha dei limiti,la stupidità no. considerazioni inutili di un visionario
sabato 27 novembre 2010
Io sono il capitano
Io sono il capitano
Io sono il capitano di nessun vascello, che nessun mare ha mai solcato.
Eppure io sono il capitano di una nave.
Essa si chiama Existence è non ha mai solcato oceani, eppure e stata in mille burrasche, immersa in mari di luce e molte nuvole.
Il suo carico è fatto di gioie, dolori, lacrime, paure, amori, solitudine, fobie ed inganni, e molti cancelli.
Le sue stive sono popolate dagli spiriti dell’irrazionalità, che metteno a dura prova chi comanda la nave.
La mia nave solca mari posti alle estremità del vero è dell’inverosimile.
Mari senza ritorno, con strani orizzonti.
Acque infide infinitamente nere, divoratrici di vite.
Prendendo di volta in volta direzioni diverse, verso paesi mai raggiungibili.
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La zona grigia
venerdì 26 novembre 2010
domenica 7 novembre 2010
Friariellium
La pioggia ed il freddo sono ormai arrivati.
Buie giornate invernali non sono più un ricordo, Grigie le nuvole nel cielo.
Si può cominciare a sentire una certa malinconia.
In questi giorni, freddi e grigi inaugurano la loro stagione migliore.
I friarielli Perché, pur se coltivati l’intero anno, raggiungono il top con l’inizio dell’autunno.
I friarielli.(Brassica campestris varietà cymosa)chiamateli friarielli e non friggiarelli o friggiarielli.
Il friariello strettissimo parente della cima barese, ha il gambo più tenero rispetto alla cima di rapa barese e per questo si consuma per intero.
Come diceva Ernesto Che Guevara a proposito dei friarielli: Bisogna essere duri senza dimenticare la tenerezza.
Dicevamo, sono molto simili alle cime di rapa dal gusto amarognolo, avvincente, ombreggiato ( che cazzo vuol dire non lo so ma fa molta scena).
sprigionano oltretutto un profumo inconfondibile
La scelta dei fasci di friarielli è un'importante preliminare.
Ancora, non devono essere troppo fioriti né con foglie troppo grandi, o mosce e ingiallite,Non bisogna sparagnare.
Oltre al saperlo coltivare, comprare e cogliere, il friariello bisogna saperlo cucinare e Ammonnare ( Mondare). per i non partenoparlanti
Il friariello è un prodotto diffusissimo e amatissimo a Napoli, ma quasi impossibile da trovare fuori.
Uno dei contorni napoletani più apprezzati nei menù invernali.
Uno dei capisaldi della cucina partenopea, trova la sua massima espressione insieme con la salsiccia detta ( A PONT' E CCURTIELLE).
Quelle un po' grosse, aromatizzate con i semi di finocchio, Un connubio che fa venire l’acquolina in bocca, che fa nascere una violenta curiosità
I napoletani, con un pizzico d’orgoglio, dicono che fuori Napoli è impossibile mangiarli.
Ci piace pensare che si tratti d'una misteriosa verdura che cresce solo a Napoli.
E il bello è che forse non abbiamo tutti i torti.
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O matremmonio e vvierne.
Tutta abbronzata e bella ciotta ciotta,
Ncopp all’altare essa te vene ncontro.
A pponte e curtielle ogge se vestuta,
e ppe urnamento se mise nna curona e funucchielle.
Ce stann pure e dduje cumpare tutt’ agghindate a festa.
Il conte Cuzzutiello e madama Giaretella
O prevete accumencia a messa
e ddopp all’omelia ddice chesti parole
Tu sasiccia vuò spusarte ccu friariello? Chiene e paura, e ccu na vocia fine
Appena appena tu rispunne si
Tu friariello te vuo spusà cu sasiccia?
secco e sicuro lui pronuncia il si
dopo la sacra funzione
tutt’ dint a tiella , nna granda festa piena di odori e suoni
ppe cuncertino aglio e peperoncino
le foto son di olio extrafino
Il friariello strettissimo parente della cima barese, ha il gambo più tenero rispetto alla cima di rapa barese e per questo si consuma per intero.
Come diceva Ernesto Che Guevara a proposito dei friarielli: Bisogna essere duri senza dimenticare la tenerezza.
Dicevamo, sono molto simili alle cime di rapa dal gusto amarognolo, avvincente, ombreggiato ( che cazzo vuol dire non lo so ma fa molta scena).
sprigionano oltretutto un profumo inconfondibile
La scelta dei fasci di friarielli è un'importante preliminare.
Ancora, non devono essere troppo fioriti né con foglie troppo grandi, o mosce e ingiallite,Non bisogna sparagnare.
Oltre al saperlo coltivare, comprare e cogliere, il friariello bisogna saperlo cucinare e Ammonnare ( Mondare). per i non partenoparlanti
Il friariello è un prodotto diffusissimo e amatissimo a Napoli, ma quasi impossibile da trovare fuori.
Uno dei contorni napoletani più apprezzati nei menù invernali.
Uno dei capisaldi della cucina partenopea, trova la sua massima espressione insieme con la salsiccia detta ( A PONT' E CCURTIELLE).
Quelle un po' grosse, aromatizzate con i semi di finocchio, Un connubio che fa venire l’acquolina in bocca, che fa nascere una violenta curiosità
I napoletani, con un pizzico d’orgoglio, dicono che fuori Napoli è impossibile mangiarli.
Ci piace pensare che si tratti d'una misteriosa verdura che cresce solo a Napoli.
E il bello è che forse non abbiamo tutti i torti.
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O matremmonio e vvierne.
Tutta abbronzata e bella ciotta ciotta,
Ncopp all’altare essa te vene ncontro.
A pponte e curtielle ogge se vestuta,
e ppe urnamento se mise nna curona e funucchielle.
Ce stann pure e dduje cumpare tutt’ agghindate a festa.
Il conte Cuzzutiello e madama Giaretella
O prevete accumencia a messa
e ddopp all’omelia ddice chesti parole
Tu sasiccia vuò spusarte ccu friariello? Chiene e paura, e ccu na vocia fine
Appena appena tu rispunne si
Tu friariello te vuo spusà cu sasiccia?
secco e sicuro lui pronuncia il si
dopo la sacra funzione
tutt’ dint a tiella , nna granda festa piena di odori e suoni
ppe cuncertino aglio e peperoncino
le foto son di olio extrafino
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