Il friariello strettissimo parente della cima barese, ha il gambo più tenero rispetto alla cima di rapa barese e per questo si consuma per intero.
Come diceva Ernesto Che Guevara a proposito dei friarielli: Bisogna essere duri senza dimenticare la tenerezza.
Dicevamo, sono molto simili alle cime di rapa dal gusto amarognolo, avvincente, ombreggiato ( che cazzo vuol dire non lo so ma fa molta scena).
sprigionano oltretutto un profumo inconfondibile
La scelta dei fasci di friarielli è un'importante preliminare.
Ancora, non devono essere troppo fioriti né con foglie troppo grandi, o mosce e ingiallite,Non bisogna sparagnare.
Oltre al saperlo coltivare, comprare e cogliere, il friariello bisogna saperlo cucinare e Ammonnare ( Mondare). per i non partenoparlanti
Il friariello è un prodotto diffusissimo e amatissimo a Napoli, ma quasi impossibile da trovare fuori.
Uno dei contorni napoletani più apprezzati nei menù invernali.
Uno dei capisaldi della cucina partenopea, trova la sua massima espressione insieme con la salsiccia detta ( A PONT' E CCURTIELLE).
Quelle un po' grosse, aromatizzate con i semi di finocchio, Un connubio che fa venire l’acquolina in bocca, che fa nascere una violenta curiosità
I napoletani, con un pizzico d’orgoglio, dicono che fuori Napoli è impossibile mangiarli.
Ci piace pensare che si tratti d'una misteriosa verdura che cresce solo a Napoli.
E il bello è che forse non abbiamo tutti i torti.
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O matremmonio e vvierne.
Tutta abbronzata e bella ciotta ciotta,
Ncopp all’altare essa te vene ncontro.
A pponte e curtielle ogge se vestuta,
e ppe urnamento se mise nna curona e funucchielle.
Ce stann pure e dduje cumpare tutt’ agghindate a festa.
Il conte Cuzzutiello e madama Giaretella
O prevete accumencia a messa
e ddopp all’omelia ddice chesti parole
Tu sasiccia vuò spusarte ccu friariello? Chiene e paura, e ccu na vocia fine
Appena appena tu rispunne si
Tu friariello te vuo spusà cu sasiccia?
secco e sicuro lui pronuncia il si
dopo la sacra funzione
tutt’ dint a tiella , nna granda festa piena di odori e suoni
ppe cuncertino aglio e peperoncino
le foto son di olio extrafino
l'intelligenza umana ha dei limiti,la stupidità no. considerazioni inutili di un visionario
domenica 7 novembre 2010
Friariellium
La pioggia ed il freddo sono ormai arrivati.
Buie giornate invernali non sono più un ricordo, Grigie le nuvole nel cielo.
Si può cominciare a sentire una certa malinconia.
In questi giorni, freddi e grigi inaugurano la loro stagione migliore.
I friarielli Perché, pur se coltivati l’intero anno, raggiungono il top con l’inizio dell’autunno.
I friarielli.(Brassica campestris varietà cymosa)chiamateli friarielli e non friggiarelli o friggiarielli.
Il friariello strettissimo parente della cima barese, ha il gambo più tenero rispetto alla cima di rapa barese e per questo si consuma per intero.
Come diceva Ernesto Che Guevara a proposito dei friarielli: Bisogna essere duri senza dimenticare la tenerezza.
Dicevamo, sono molto simili alle cime di rapa dal gusto amarognolo, avvincente, ombreggiato ( che cazzo vuol dire non lo so ma fa molta scena).
sprigionano oltretutto un profumo inconfondibile
La scelta dei fasci di friarielli è un'importante preliminare.
Ancora, non devono essere troppo fioriti né con foglie troppo grandi, o mosce e ingiallite,Non bisogna sparagnare.
Oltre al saperlo coltivare, comprare e cogliere, il friariello bisogna saperlo cucinare e Ammonnare ( Mondare). per i non partenoparlanti
Il friariello è un prodotto diffusissimo e amatissimo a Napoli, ma quasi impossibile da trovare fuori.
Uno dei contorni napoletani più apprezzati nei menù invernali.
Uno dei capisaldi della cucina partenopea, trova la sua massima espressione insieme con la salsiccia detta ( A PONT' E CCURTIELLE).
Quelle un po' grosse, aromatizzate con i semi di finocchio, Un connubio che fa venire l’acquolina in bocca, che fa nascere una violenta curiosità
I napoletani, con un pizzico d’orgoglio, dicono che fuori Napoli è impossibile mangiarli.
Ci piace pensare che si tratti d'una misteriosa verdura che cresce solo a Napoli.
E il bello è che forse non abbiamo tutti i torti.
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O matremmonio e vvierne.
Tutta abbronzata e bella ciotta ciotta,
Ncopp all’altare essa te vene ncontro.
A pponte e curtielle ogge se vestuta,
e ppe urnamento se mise nna curona e funucchielle.
Ce stann pure e dduje cumpare tutt’ agghindate a festa.
Il conte Cuzzutiello e madama Giaretella
O prevete accumencia a messa
e ddopp all’omelia ddice chesti parole
Tu sasiccia vuò spusarte ccu friariello? Chiene e paura, e ccu na vocia fine
Appena appena tu rispunne si
Tu friariello te vuo spusà cu sasiccia?
secco e sicuro lui pronuncia il si
dopo la sacra funzione
tutt’ dint a tiella , nna granda festa piena di odori e suoni
ppe cuncertino aglio e peperoncino
le foto son di olio extrafino
Il friariello strettissimo parente della cima barese, ha il gambo più tenero rispetto alla cima di rapa barese e per questo si consuma per intero.
Come diceva Ernesto Che Guevara a proposito dei friarielli: Bisogna essere duri senza dimenticare la tenerezza.
Dicevamo, sono molto simili alle cime di rapa dal gusto amarognolo, avvincente, ombreggiato ( che cazzo vuol dire non lo so ma fa molta scena).
sprigionano oltretutto un profumo inconfondibile
La scelta dei fasci di friarielli è un'importante preliminare.
Ancora, non devono essere troppo fioriti né con foglie troppo grandi, o mosce e ingiallite,Non bisogna sparagnare.
Oltre al saperlo coltivare, comprare e cogliere, il friariello bisogna saperlo cucinare e Ammonnare ( Mondare). per i non partenoparlanti
Il friariello è un prodotto diffusissimo e amatissimo a Napoli, ma quasi impossibile da trovare fuori.
Uno dei contorni napoletani più apprezzati nei menù invernali.
Uno dei capisaldi della cucina partenopea, trova la sua massima espressione insieme con la salsiccia detta ( A PONT' E CCURTIELLE).
Quelle un po' grosse, aromatizzate con i semi di finocchio, Un connubio che fa venire l’acquolina in bocca, che fa nascere una violenta curiosità
I napoletani, con un pizzico d’orgoglio, dicono che fuori Napoli è impossibile mangiarli.
Ci piace pensare che si tratti d'una misteriosa verdura che cresce solo a Napoli.
E il bello è che forse non abbiamo tutti i torti.
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O matremmonio e vvierne.
Tutta abbronzata e bella ciotta ciotta,
Ncopp all’altare essa te vene ncontro.
A pponte e curtielle ogge se vestuta,
e ppe urnamento se mise nna curona e funucchielle.
Ce stann pure e dduje cumpare tutt’ agghindate a festa.
Il conte Cuzzutiello e madama Giaretella
O prevete accumencia a messa
e ddopp all’omelia ddice chesti parole
Tu sasiccia vuò spusarte ccu friariello? Chiene e paura, e ccu na vocia fine
Appena appena tu rispunne si
Tu friariello te vuo spusà cu sasiccia?
secco e sicuro lui pronuncia il si
dopo la sacra funzione
tutt’ dint a tiella , nna granda festa piena di odori e suoni
ppe cuncertino aglio e peperoncino
le foto son di olio extrafino
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