lunedì 21 novembre 2011

Dalla prima lettera ai pomiglianesi

Cari  pomiglianesi, (da non  intendersi come  abitanti della  ridente cittadina)
Una  ventina  di pochi poveri cristi seduti attorno ad un tavolo  in  una  grande  stanza  tappezzata di immagini della schiavitù contemporanea,ad  ascoltare  minacce  ed  insulti da  un tipo un pò brusco, quasi rozzo. Magari "forse" anche dotato di una certa istruzione (da non equivocare con la "cultura"...). il  quale    ha  solo  la  fortuna  di  aver  costruito  il  suo  fatuo benessere sulle, è dalle vite  degli  altri
Ma  tutto questo  passa irrimediabilmente in secondo, terzo, quarto piano, di fronte al desiderio insopprimibile che ha di ribadire il suo  possesso.
Quindi si costruiscono ad  arte crisi aziendali  al  solo  scopo  di  poter  poi  assumere un atteggiamento ritorsivo fatto  di ricatti, di umiliazione e cancellazione progressiva dell’identità.
Allora  ecco  avvicinarsi  lo  spettro dell'esigenza produttiva, la  quale  fa presto a trasformarsi in un atto ideologico, culturale, esistenziale.
Il concetto del "dalle 8 alle 13 devi restare incollato davanti a quel computer ad obbedire ai miei ordini"
Ogni santo giorno, tranne se dio vuole ad agosto, dalle 8 alle 13 sei sotto sequestro, la tua vita  dipende  dalla  volontà  di chi ti comanda
 ti ritroverai comunque a vivere i limiti imposti.
Nel lavoro non conta la tua storia, chi sei, cosa provi, conta la tua conformità allo standard, e le performance sono valutate a suon di bastonate metaforiche, niente  premi  di produzione  la  crisi  non  lo  permette.
Lavorare mettendo nel cassetto il proprio–essere-io , la propria storia
 Cosi  dopo  aver  ascoltato  proclami , dopo tanta intelligenza, tanti alti pensieri, un  malessere  comincia ad  impossessarsi  del  tuo  corpo
I sintomi sono: un leggero ma persistente senso di vuoto allo stomaco, tachicardia con accelerazione dei battiti, visione monocromatica tendente al grigio, sguardo non oltre i dieci metri, voce roca come da primo risveglio, silenzi prolungati interrotti ogni otto minuti circa da suoni carichi di ansia
 Accumuli, accumuli e poi esplodi,come  l'acqua che riempie un bacino e tracima, inarrestabile ed  allora  non  vuoi  permettere  a  nessuno  di  gridare  al  tuo  posto.
Cari  pomiglianesi depilatevi  la lingua,  vedrete che  procurerete  maggior  godimento  al  vostro  aguzzino

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