A Napoli il pranzo della domenica e quasi paragonabile ad un rito sacro si comincia con il principe della tavola 'O 'rrau'Un piatto da poveri, anche se composto da diversi pezzi di carne, fatti prima rosolare e poi cuocere a fuoco lentissimo( pappuliare) per parecchie ore con il passato e il concentrato di pomodoro
dopo l' inmancabile insalata è contorni vari che accompagnano i pezzi di carne entra in scena il re della frittura napoletana ‘O Panzarotto.
‘O Panzarotto ,cercando di renderlo quanto più raffinato possibile fù nfrancesato (ingentilito )
è soprannominato "crocchè" ritenendo che un termine francese potesse elevare questa pietanza plebea a pranzo aritocratico(croquant, sperando che si scriva cosi)
O Panzarotto da non confondersi con il panzerotto pugliese l' equivalente di quello che noi chiamiamo : cauzone(calzone)
Altro non è che una frittella di forma cilindrica, 10, 12 cm.ricavata con un impasto di patate lesse e schiacciate, farina, rossi d’uova, sale, pepe, erbe aromatiche, farcita di pezzetti di salame e bastoncini di mozzarella, intinta nella chiara d’uovo, rollata nel pan grattato e fritta in olio bollente
Fondamentale per la buona riuscita rre panzarott e la scelta delle patate, che devono essere quelle a pasta gialla perchè sono “farinose”.
L' appellativo di panzarotto si può usare anche per schernire una persona dall aspetto non propriamente filiforme,cmq
Per chiudere il pranzo dopo le ciociole ( passatempo a base di semi , noccioline , etc etc) assolutamente banditi gianduiotti e\o amaretti, ma nnu bellu babbà è ò ccafè
Insomma, facciamoci del male!
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