domenica 20 novembre 2011

neèè panzarott'

A Napoli  il pranzo della domenica  e quasi  paragonabile  ad  un rito sacro  si  comincia  con  il  principe della tavola   'O 'rrau'
Un piatto da poveri, anche  se  composto da diversi pezzi di carne, fatti  prima  rosolare  e poi cuocere a fuoco lentissimo( pappuliare) per parecchie ore con il passato e il concentrato di pomodoro
 dopo  l' inmancabile   insalata  è  contorni  vari  che  accompagnano  i  pezzi  di  carne   entra  in  scena  il  re della  frittura  napoletana ‘O Panzarotto.
‘O Panzarotto ,cercando  di  renderlo  quanto più  raffinato  possibile    fù   nfrancesato    (ingentilito )
è soprannominato "crocchè" ritenendo che un termine francese  potesse  elevare  questa  pietanza  plebea  a pranzo  aritocratico(croquant, sperando che si scriva cosi)
O Panzarotto da non  confondersi  con il  panzerotto  pugliese l'  equivalente  di  quello che  noi  chiamiamo : cauzone(calzone)
Altro non è che una frittella di forma cilindrica,  10, 12 cm.ricavata con un impasto di patate lesse e schiacciate, farina, rossi d’uova, sale, pepe, erbe aromatiche, farcita di pezzetti di salame e bastoncini di mozzarella, intinta nella chiara d’uovo, rollata nel pan grattato e fritta in olio bollente
Fondamentale  per  la  buona  riuscita   rre  panzarott  e la scelta delle patate, che  devono  essere  quelle  a  pasta  gialla  perchè sono “farinose”.
L' appellativo  di  panzarotto  si  può  usare  anche  per  schernire  una  persona dall  aspetto non propriamente filiforme,cmq
 Per  chiudere  il  pranzo  dopo  le  ciociole ( passatempo a  base  di  semi  , noccioline , etc etc)    assolutamente  banditi  gianduiotti e\o  amaretti,  ma  nnu  bellu  babbà  è ò ccafè
Insomma, facciamoci del male!

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