Sono trascorsi vent’anni dallo scoppio dell’inchiesta di “mani pulite”,inchiesta che decapitò i vertici della politica italiana e innescò la crisi irreversibile della Prima Repubblica e del sistema dei partiti.
Dopo vent' anni siamo ancora qui a parlare di corruzione, tangenti e illegalità,un cancro che continua a divorare la società italiana e a frenare l’economia del Paese.
Ancora discutiamo, ancora discutete, di come riformare la politica e i partiti ?
Nelle prossime amministrative ascolteremo ancora gli stessi discorsi edificanti, le solite vaghe e inutili promesse, da parte di chi nulla ha fatto in questi anni , se non devastare oltre il territorio anche il bene comune, la morale e le casse comunali lasciando buchi di bilancio enormi, senza capirne il come ed il perchè
Ciò che dovrebbe spaventarvi è l’impunità generalizzata, il non dover mai rispondere dei proprio comportamenti, l’idea che non esistano misure o regole sufficienti per mettere al bando chi delinque o infrange il codice della morale o tiene comportamenti pubblici inappropriati al ruolo che riveste.
La politica ufficiale, talvolta ironizza è tenta di minimizzare la nascita di movimenti come il movimento cinque stelle, ma dovrebbe invece trarne spunto per rigenerarsi e rendersi nuovamente rispettabile agli occhi dei cittadini.
La rinascita della politica, tanto invocata di questi tempi, non richiede a ben vedere uomini immacolati, coalizioni di centro,di destra, di moderati o istituzioni perfette, ma cose elementari, programmi concreti, non perdere tempo in vuote dispute ideologiche o nelle retoriche di partito, la pubblica decenza, il rispetto per il prossimo, il senso del dovere e l’osservanza delle regole, nessuno spazio per burocrazia e sovrastruttura, azione, sorpresa, leggerezza,amicizia
Sinora queste cose sono mancate o sono state considerate superflue dalla classe politica .
Il movimento cinque stelle tenendosi lontano dalle mentalità politiche e partitocratiche è con la forza dell’esempio vuole solo ripristinare cose elementari.
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