Egregio Sig. presidente della Repubblica
Sono un amministratore comunale di un piccolo paese della provincia napoletana
le scrivo per riconoscere tutte le mie colpe.
Il responsabile di quelle tragedie, di quei disservizi, di quei buchi in bilancio, sono io amministratore, cittadino italiano, nonché elettore.
Sono io amministratore quando amplio le aree edificabili e quindi autorizzo a cementificare il territorio che non è più in grado di assorbire l’ acqua piovana che così “scivola o sprofonda” altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione
Sono io cittadino italiano, amministratore, quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte “scelte strategiche” sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, dalle sponde di antichi fiumi ora trasformati in rigagnoli putrescenti , alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalità ben organizzata.
In una democrazia “imperfetta” quale la nostra, la responsabilità è sempre mia , cioè di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio.
La saluto cordialmente
Un cittadino comune, come lo sono io, si forma un'opinione in merito ai diversi accadimenti politici, sociali, è talvolta utopisticamente immagina che un amministratore locale della partenopea provincia possa fare un ammissione di colpa.
Purtroppo questa lettera e solo frutto della mente bacata di un povero mentecatto, non abbiate paura , mai accadrà che un amministratore locale di una qualsivoglia località ammetta le sue colpe .........................
In fondo siamo in Italia
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