giovedì 8 marzo 2012

Egregio Sig. presidente della Repubblica

Egregio Sig. presidente della Repubblica

Sono un amministratore comunale di un piccolo paese  della  provincia  napoletana
 le  scrivo   per  riconoscere   tutte  le  mie  colpe.
Il responsabile di quelle tragedie,  di  quei  disservizi,  di  quei  buchi  in  bilancio, sono io amministratore, cittadino italiano, nonché elettore.
Sono io amministratore quando  amplio le aree edificabili e quindi autorizzo a cementificare il territorio che non è più in grado di assorbire l’ acqua piovana che così “scivola o  sprofonda” altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione
Sono io cittadino italiano, amministratore, quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte “scelte strategiche” sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, dalle sponde  di  antichi  fiumi  ora  trasformati in rigagnoli putrescenti , alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalità  ben organizzata.
In una democrazia “imperfetta” quale la nostra, la responsabilità è sempre mia , cioè di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio.
                                                            
                                                                            La saluto cordialmente


Un cittadino comune, come lo sono io, si forma un'opinione in merito ai diversi accadimenti politici, sociali,  è talvolta utopisticamente  immagina    che  un  amministratore  locale  della  partenopea provincia  possa  fare  un  ammissione  di  colpa.
Purtroppo  questa  lettera  e  solo  frutto   della  mente  bacata  di  un povero  mentecatto,  non  abbiate  paura , mai  accadrà    che  un  amministratore  locale  di  una  qualsivoglia località ammetta  le  sue  colpe .........................
 In fondo  siamo  in  Italia

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