Non se voi siete mai stati nell parco nazionale dell vesuvio ,io ci sono l' ultima volta diversi mesi fà
Avrei voluto scoprire quella straordinaria miscela di meraviglie della natura , avrei voluto vedere i luoghi che danno vita al celeberrimo Lacryma Christi o Catalanesca, ma salendo i tortuosi tornanti incontravo solo enormi statue , qualcuna senza gambe alcune senza testa , ed ancora una testa senza il corpo , poi una maschera .
il creatore\ ( artista) si è divertito a disseminare parti anatomiche di statue lungo tutto il percorso
Nessun segno riconoscibile che faccia capire che stiamo parlando di un parco nazionale,solo sterpaglia, monnezza e bottiglie di birra
Mi fermo per una breve sosta nell' unico posto aperto lungo tutto il percorso.
Entrai in quello che una volta doveva essere un gran ristorante , ora appena illuminato da una cupa luce, chiesi una birra , il gestore mi porse una birra di marca (BIONDINA) MAI SENTITA pensai tra me e me che forse era una produzione della zona, lessi sulla bottiglia che era prodotta a Bari .
Ogni tanto ritorno in quei posti a guardare le Montagne di immondizia che nessuno raccoglie
Solo li ci si può rendere conto, solo li si può vedere , palpare lo sfrenato disprezzo per l’ambiente.
Il cinque giugno 1985 fù istituito il Parco Nazionale del Vesuvio, doveva servire à tutelare e valorizzare un'area, invece non ha fatto altro che mostrare a chi ha voglia di vedere il progressivo impoverimento ambientale,nient’altro che “negligenza è autorità locali, inesistenti o corrotte.
Purtroppo la strategia di eliminazione dei dintorni di Napoli e quella di costruire, costruire, ed ancora costruire.
Un enorme giungla di asfalto e calcestruzzo ai piedi della montagna , i politici locali non osano citare che questa montagna di fuoco si sta preparando per un’altra colossale eruzione, capace di uccidere decine di migliaia di persone in pochi minuti.
Neanche lontanamente pensano di prevedere nei loro tanto agognati piani urbanistici aree sicure,chiedendosi, quali siano le possibilita`
di fuga delle centinaia di migliaia di persone dalle zone immediatamente esposte al rischio di un’eruzione del Vesuvio.
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