Le cronache di
questi giorni non
fanno altre che parlare
di Napoli e
della munnezza.
La munnezza
che domina la
vita politica, la munneza
che s’insinua nei
nostri destini e nel nostro tempo.
Così mentre orde di letterati
politici burocrati, piagnucolando studiano piani d’attacco il più
delle volte complicati e confusi, la munnezza ormai
ha un anima, e vive
di vita propria, una
creatura mitologica con il corpo
di plastica,con il
ventre molle fatto con i nostri scarti
Con il suo
alito fetido sembra voglia
ricordarci ogni istante ché
e grazie a noi che
lei esiste.
Una creatura spaventevole è spaventosa, che tutti
fotografano esterrefatti è lei
è lì ferma
sembra quasi mettersi
in posa.

Dicendo guardatemi
io sono voi, sono
il frutto della vostra incapacità, sono il
frutto della vostra
inciviltà.
Non mi
sconfiggerete perché io sono
il mostro del caos, sono
il dominatore spietato
delle vostre strade.
Non mi sconfiggerete fin
quando non pulirete le vostre
menti ed i
vostri cuori, non potrete
pulire le vostre strade.
Non mi sconfiggerete
se prima non pulirete i
palazzi del potere
dalla vera munnezza.
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