Un doveroso tributo ad una tradizione, quella del
trippaiolo, che ancora oggi sopravvive nelle strade di Napoli.
Un atto d’amore
nei confronti di
questa tanto bistrattata
pietanza.
Sostituita da
pietanze più modaiole ma
lontane dalla nostra
cultura vedi kebab, hamburger.
Camminando per
le strade di
Napoli e facile
imbattersi in uno di
questi fast food partenopei dove
il forte odore
di limone scatena
il basic instinct e
le norme Haccp
Sono una
cosa che non sì è mai capita, allora
non puoi fare a
meno di
fermarti davanti agli acuminati
chiodi d’acciaio in punta ai quali
svetta un limone, infilzati in ordine zampe
di maiale, trippa lessa, musso, ntestenielli zizze e
vitelle suddivisa a seconda dei vari tipi.

Il venditore, con un affilato coltello, lo taglia, lo pone
su di un foglio di carta oleata, ci versa sopra
il sale contenuto in un corno, e infine lo cosparge d’abbondante e profumato
succo di limone: la delizia è pronta per essere consumata avidamente sul posto
Coltello e forchetta sono
banditi mangiatelo con due dita, un
altro sapore.
Non crediate
che la trippa faccia
male, anzi la trippa
ha una percentuale di grasso pari al 5% per questo è consigliata nelle diete
ipocaloriche.
A Napoli si chiama "O’pere ' e O 'musso"
Le prossime sere anziché
rifugiarvi in qualche improbabile locale dal nome vagamente esotico fermatevi
per strada ad assaggiare il nostrano cibo da
strada “O’ per e o’ musso”
Consiglio anche o'bror
e'purpo"( in inverno) se lo
chiederete ad agosto “ nnu
vafanculo sceèè” non ve lo
toglie nessuno
ah dimenticavo
ACCOMPAGNARE IL TUTTO CON UNA BIRRA GHIACCIATA. BUON APPETITO
Nessun commento:
Posta un commento