sabato 12 febbraio 2011

Non c'è trippa per Jhonni

Un doveroso tributo ad una tradizione, quella del trippaiolo, che ancora oggi sopravvive nelle strade di   Napoli.
Un  atto  d’amore  nei  confronti  di  questa  tanto  bistrattata  pietanza.
  Sostituita  da  pietanze  più modaiole   ma   lontane  dalla  nostra  cultura   vedi  kebab, hamburger.
 Camminando   per  le  strade  di  Napoli  e  facile  imbattersi in  uno  di  questi   fast food partenopei  dove  il  forte  odore  di  limone  scatena  il  basic instinct   e  le  norme Haccp 
 Sono  una  cosa  che non sì è mai  capita,  allora  non  puoi  fare  a meno  di  fermarti  davanti agli acuminati chiodi  d’acciaio in punta ai quali svetta un limone,  infilzati in ordine zampe di maiale, trippa lessa, musso, ntestenielli  zizze  e vitelle  suddivisa a seconda dei vari tipi.


Il venditore, con un affilato coltello, lo taglia, lo pone su di un foglio di carta oleata, ci  versa  sopra il sale contenuto in un corno, e infine lo cosparge d’abbondante e profumato succo di limone: la delizia è pronta per essere consumata avidamente sul posto
Coltello e forchetta sono  banditi  mangiatelo con due dita, un altro sapore.
  Non  crediate  che  la  trippa  faccia  male,  anzi   la  trippa ha una percentuale di grasso pari al 5% per questo è consigliata nelle diete ipocaloriche.
A Napoli si chiama "O’pere ' e O 'musso"
Le  prossime  sere  anziché rifugiarvi in qualche improbabile locale dal nome vagamente esotico fermatevi per strada ad assaggiare il  nostrano cibo  da  strada “O’ per e o’ musso”
Consiglio  anche o'bror e'purpo"( in  inverno) se  lo  chiederete  ad  agosto “ nnu  vafanculo sceèè” non  ve  lo  toglie  nessuno

ah  dimenticavo ACCOMPAGNARE IL TUTTO CON UNA BIRRA GHIACCIATA. BUON APPETITO

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