Ora che, le casse comunali della piccola cittadina vesuviana sono vuote, grazie anche ai tanti cittadini che per tutto questo tempo hanno fittato le loro coscienze e talvolta vendute, ora bisogna pensare ad organizzare e riorganizzare la vecchia macchina comunale. Prima bisognerebbe cambiare il modus operandi ( che cazzo di parolone) delle menti che affollano la piccola cittadina , circa 23000 menti , anzi spettri di menti.
Ma questo è troppo complicato, troppo impegnativo, meglio cominciare a spargere cemento fregandosene dell l’impatto ambientale,ma certo lo si fà per il bene di tutti, questo si chiama sviluppo.
Ora tutti ,anche quelli che si professavano antipolitici, hanno abdicato in favore del sistema e si tengono stretti stretti come gattini appena nati, dando un senso drammaticamente comico ai giorni nostri, alle nostre opere e alle nostre attenzioni.
Riuscendo così a trovare “logiche” illogicità al solo fine di giustificare le proprie condotte, spesso tutt’altro che coerenti, ma questo è il costo che si paga per mettere i rapaci artigli sui pozzi senza fondo, dei capannoni pagati con i fondi dello stato, che ora servono solo a qualche sparuto operaio rimasto senza paga che minaccia di buttarsi giù.
Penserete leggendo, che sono solo storie fantastiche, ma vi giuro tutto questo accade veramente nella piccola cittadina nella periferia a est di Napoli
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