Teatro della storica rivoluzione del pescivendolo Tommaso Aniello d'Amalfi,
( Masaniello).
Che nel 1647 sfidò la nobiltà spagnola, che controllava la città.
Hanno presentato per la quinta volta il

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PREMIO MASANIELLO 2010 e medaglia d’argento Presidenza della Repubblica.
Dedicata al mare l’edizione 2010 del premio Masaniello. La kermesse ha l’obiettivo di valorizzare
Il patrimonio culturale napoletano e mettere in luce il quartiere del Mercato, cuore storico di Napoli.
Ove si racconta che i resti, lì seppelliti del povero pescatore fatto impazzire , e poi ucciso dagli spagnoli furono prelevate e disperse da Ferdinando quarto
Per timore che il mito di Masaniello potesse rinascere.
Dicevamo edizione dedicata al mare, ma di quale mare parlano, di quale città parlavano questi signori.
Signori per modo di dire. Chi presiede la provincia ed e anche , forse ma non ci credo promotore di questa kermesse ( presa per il culo)e Luigi Cesaro politico italiano de Il Popolo della Libertà. Nostro amministratore provinciale condannato nel 1985 dal Tribunale di Napoli a 5 anni di reclusione, per aver stretto amicizia
con tutti i grossi esponenti dell'organizzazione mafiosa denominata NCO.
Ma questa e storia vecchia qualcuno potrà dire , sbagli di gioventù, se non fosse che nel settembre 2008, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo indica in Luigi Cesaro "un fiduciario del clan Bidognetti ecc. ecc.ecc.
Ma non andiamo a scavare oltre e non solo sulla figura di Cesaro
(il patrimonio culturale napoletano e mettere in luce il quartiere del Mercato, cuore storico di Napoli.)
Chissà quali sporchi interessi si celano dietro , quali trame e delitti. Gia perché io sono uno che vede sporco in ogni dove
E vedo sporco anche il concerto del cantante LUIGI FINIZIO detto GIGI niente da dire sulla sua persona o bravura una persona stupenda e un meraviglioso cantante. che ho conosciuto personalmente prima del suo successo, . purtroppo lui canta
E loro lo usano per la sua bravura per i suoi romantici testi, capaci d’essere droga per le masse che nulla si chiedono e nulla vogliono capire
Prima dell’atteso evento molti altri illustri si sono succeduti sul gran palco carosello allestito nella storica piazza ma…non promettono nulla di buono per i disgraziati sono tutti impegnati a dare una dimensione, un contesto, un pensiero molto grande ed onorevole
Nessuno si chiesto di quale mare si parlava, visto che il mare ormai non bagna più Napoli da diversi decenni.
Ah ma forse loro parlavano del mare che i napoletani non possono usare, quel mare delle grandi ville private( di loro proprietà) quel mare dei grandi ristoranti che appropriatisi con chissà quale furbesco mezzo del loro piccolo specchio di mare praticando prezzi da capogiro
Quel mare che va da Pietrarsa a Nisida, vivaio di batteri coliformi in certi casi anche streptococchi. Con solo pochi metri di ringhiere per gustarne il nauseabondo odore
Io guardavo da molto lontano i festeggiamenti di non ho capito bene cosa
Perché non mi sento napoletano finche sarò rappresentato da personaggi sopra descritti
Quando sarò napoletano non solo per appartenenza territoriale, festeggerò
Mentre vedevo cittadini napoletani madri, madri, figlie e figli spinti e strattonati per ascoltare il famoso cantante pensavo e Riflettevo su qual è il ruolo del “popolo” pensavo perché?’ non sì ci riunisce cosi in questo modo per cose gravissime che affligono la nostra regione, Se invece fossimo più tenaci, e anche più consapevoli, riusciremmo forse a farcela, a trovare una strada, un’idea, una passione comune.
perchè non hanno contestato ora che potevano, farlo . ora che si era tutti quanti insieme
Sia come sia
Urla, cori, inni, riempivano la piazza intera e le vie dintorno una folla di illusi per una serata cantava le dolci melodie.
è del fatto che i medicinali oggi si pagano nessuno se ne curava
L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna, ma non ha scolari.
Sappiate che non vi ho detto tutto quello che avrei voluto.
E chiudo con una frase attribuita a lui Tommaso Aniello d'Amalfi
si ve vulite tenere 'a libbertà, nun v'addurmite.
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